Home Page | News | Trentaduesima giornata per la Vita “La forza della Vita una sfida per la povertà”
9 Febbraio 2010

Trentaduesima giornata per la Vita “La forza della Vita una sfida per la povertà”

Ripropongo a distanza di 32 anni la dichiarazione semplice, chiara e limpida in 10 punti dei Vescovi italiani del 1978 all'indomani dell'entrata in vigore della legge sull'aborto

Clicca per Ingrandire
Clicca per Ingrandire

Un'altra Giornata per la Vita Italiana indetta dalla Cei la 32.ma come sempre la prima domenica di Febbraio,  il titolo “La forza della Vita una sfida per la povertà”. Quando all'indomani della legalizzazione dell'aborto in Italia fu istituita questa giornata era persino più semplice difendere la vita. Oggi la difesa della vita nascente e morente è sempre più difficile. Una deriva morale, anche tra i cattolici, ha comportato uno scivolamento di contenuti, di formazione e a volte anche di semplice buon senso. Ruth E. Renkel mi ha insegnato che non debbo mai avere paura delle ombre. Significano solamente che c'è della luce che splende lì vicino. Ma bisogna anche saper discernere tra l'ombra e la luce altrimenti si cade nella zona grigia e facili le confusioni tra opinioni e verità, le manipolazioni della Verità stessa, la diluizione, la dispersione per arrivare all'inversione dei contenuti. L'unico modo allora è attenersi al principio di realtà. Quell'embrione è un figlio di uomo e di donna e viene ucciso. Poco mi importa se chirurgicamente o farmacologicamente. La realtà è che viene ucciso nelle strutture sanitarie con le nostre tasse. In altre parole Lo Stato mette a disposizione soldi, strutture e personale medico per uccidere i suoi figli, il suo futuro. Abbiamo le immagini di Haiti su tutti i telegiornali, partono aiuti, persino la protezione civile ma per la mattanza dei nostri figli concepiti nemmeno un aumento degli aiuti alle madri in difficoltà nei vari budget istituzionali. Abbiamo appena passato il giorno della memoria della shoah, anche lì abbiamo visto le immagini ma se facciamo vedere l'immagine del procedimento di aborto chirurgico o farmacologico e quale è il risultato di quel corpicino allora diventi un terrorista psicologico. Dov'è la differenza? Nel non voler vedere anche se si guarda. Non c'è occhio più cieco di quello che non è collegato alla coscienza morale naturale del giusto e dello sbagliato, del non uccidere, senza che questo comporti anche una scelta di campo, un impegno, un andare controcorrente, con tutto quello che esso comporta in termini di conseguenze personali, non solo ormai nel campo della difesa della vita nascente ma anche nel prossimo dibattito sul cosiddetto fine vita. Un'altra grossa sconfitta se si legifererà su un altro periodo delle vita così delicato. In questo momento di crisi economica il messaggio della CEI afferma : ‘che non è la ricchezza economica a costituire la dignità della vita, perchè la vita stessa è la prima radicale ricchezza, e perciò va strenuamente difesa in ogni suo stadio, denunciando ancora una volta, senza cedimenti sul piano del giudizio etico, il delitto dell'aborto' Ma di che realtà stiamo parlando? Oltre 5 milioni di aborti dal 1978. Nel 2007 in Emilia-Romagna sono stati 11.274, nel 2008 11.124 e, nel primo trimestre 2009, 2.986. Nel 2007 quelli con RU486 sono state 563 (5,7% del totale), nel 2008 sono state 526. Nel 1° trimestre 2009 gli aborti farmacologici sono stati 161, pari al 5,4% del totale degli aborti. Oltre 700 annui a Ravenna. Volete l'immagine: trasformate quei numeri in corpi degnamente sepolti in un cimitero con delle croci bianche l'effetto è come la distesa di quelle croci nei cimiteri dopo lo sbarco in Normandia. E questi piccoli non erano nemmeno soldati con fucile ed elmetto da essere uccisi per legittima difesa! Che devo dire a quell'infermiera obiettrice che ha visto agonizzante un piccolo ma ‘aborto terapeutico' a 21 settimane con iniezione salina, che ha chiamato il medico per assisterlo e le ha detto ‘ non posso fare niente,è un aborto' .Non intendo soffermarmi sull'applicazione della 194/78 riguardo la procedura farmacologia della Ru486, se è fatta a norma o meno, perché sarebbe ammettere che la legge 194 è buona e se applicata bene, va bene. NO. Il mio no è deciso, gridato anche se nel deserto. La legge sull'aborto ha permesso questo e quello, è integralmente ingiusta. Che devo dire alle madri che hanno abortito sulla loro sofferenza che il loro dolore dipende dalla più o meno buona applicazione della legge, che è un problema di procedura? La legge sulla fecondazione artificiale ha permesso di produrre i bimbi in provetta e grazie alla tecnica stessa di produrne in quantità, sapendo che molti non vedranno la luce. Anche qui il giudizio è deciso :aborti volontari in causa. Legge 40/2004 integralmente ingiusta. Che devo raccontare a quelle madri che hanno vissuto il dramma di decine di embrioni prodotti e nessun bimbo in braccio? E adesso ci provano col testamento biologico. L'attuale dibattito comporterebbe una più ampia discussione sui contenuti ma di nuovo sarà una legge che discriminerà chi deve vivere e chi no e sarà cavallo di Troia per l'eutanasia. Di nuovo NO! Ma allora sì a che cosa? Alla chiarezza, alla coerenza, alla non indifferenza, al coraggio della Verità tutta intera anche nel mondo cattolico. Penso che il fare memoria sia importante ed è per questo che ripropongo a distanza di 32 anni la dichiarazione semplice, chiara e limpida in 10 punti dei Vescovi italiani del 1978 all'indomani dell'entrata in vigore della legge sull'aborto che obbliga tutti a una serie di riflessioni.

1.NESSUNALEGGE UMANA PUO' MAI SOPPRIMERE LA LEGGE DIVINA

2.OGNI CREATURA UMANA, FINA DAL SUO CONCEPIMENTO NEL GREMBO MATERNO, HA DIRITTO DI NASCERE

3.L'ABORTO VOLONTARIO E PROCURATO, ORA CONSENTITO DALLA LEGGE ITALIANA, E' IN APERTO CONTRASTO CON LA LEGGE NATURALE SCRITTA NEL CUORE DELL'UOMO ED ESPRESSA NEL COMANDAMENTO ‘ NON UCCIDERE'

4. CHIUNQUE OPERA L'ABORTO, O VI COOPERA IN MODO DIRETTO, ANCHE CON IL SOLO CONSIGLIO,COMMETTE PECCATO GRAVISSIMO CHE GRIDA VENDETTA AL COSPETTO DI DIO E OFFENDE I VALORI FONDAMENTALI DELLA CONVIVENZA UMANA

5. IL PERSONALE SANITARIO, MEDICO O PARAMEDICO, HA IL GRAVE OBBLIGO MORALE DELL'OBIEZIONE DI COSCIENZA, CHE E' PREVISTA PURE DALL'ART 9 DELLA LEGGE IN CORSO

6. IL FEDELE CHE SI MACCHIA DELL' “ABOMINEVOLE DELITTO DELL'ABORTO”, SI ESCLUDE IMMEDIATAMENTE ESSO STESSO DALLA COMUNIONE CON LA CHIESA ED E' PRIVATO DEI SACRAMENTI

7. ALLA GESTANTE IN DIFFICOLTA' SI DEVE OFFRIRE L'AIUTO EFFETTIVO DELLA COMPRENSIONE E DELL'ASSISTENZA IN FAMIGLIA E NELLA COMUNITA' CRISTIANA, E IN PARTICOLARE NEI CONSULTORI E NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA ISPIRATI A SANO ORIENTAMENTI MORALI.

8. SI IMPONE CON URGENZA LA NECESSITA' DI UN RINNOVATO IMPEGNO PER L'EDUCAZIONE AL RISPETTO DELLA VITA UMANA IN OGNI FASE DELLA SUA ESISTENZA, CON IL RIFIUTO DI OGNI FORMA DI VIOLENZA MORALE, PSICOLOGICA E FISICA

9. “ SPETTA ALLA COSCIENZA DEI LAICI, CONVENIENTEMENTE FORMATA”, DI ADOPERARSI SENZA POSA, CON TUTTI I MEZZI LEGITTIMI ED OPPORTUNI, PER “ ISCRIVERE LA LEGGE DIVINA NELLA VITA DELLA SOCIETA' TERRENA”

10. E' NECESSARIO RICORDARE CHE L'ADESIONE ALLA VOLONTA' DEL SIGNORE, ANCHE QUANDO COMPORTA DELLE DIFFICOLTA', RICHIEDE IL CORAGGIO DI UNA TESTIMONIANZA FEDELE .

Svegliati coscienza mia, svegliati coscienza dei cattolici Ravennati, svegliati Ravenna! La cultura per la difesa della vita deve volare alto, la difesa della vita comporta un guardare oltre. E' giunta l'ora.

Cinzia Baccaglini

S.O.S. VITA CHIAMATA GRATUITA
24 ore su 24 per non lasciarti sola davanti ad una gravidanza inattesa o che ti spaventa.

L'ESPERTO RISPONDE

L'ESPERTO RISPONDE
Caro visitatore, benvenuto in questa nuova sezione del sito. Ci proponiamo, di poter rispondere alle domande poste avvalendoci degli esperti del Comitato Verità e Vita. Le domande e risposte rimarranno classificate e potranno quindi essere consultate dagli altri visitatori del sito.

FAI LA TUA DOMANDA

TUTTI GLI ARGOMENTI
RICERCA
Argomento
Testo da ricercare